Rewind, Giovanni Gastel: l’immagine diventa linguaggio universale
Oltre 250 immagini raccontano il genio del fotografo che ha trasformato la moda in arte. A Palazzo Citterio fino al 26 luglio 2026. C’è una mostra a Milano che non è solo una retrospettiva. Giovanni Gastel. Rewind, ospitata a Palazzo Citterio fino al 26 luglio 2026, è un’immersione nell’anima di un fotografo che ha saputo trasformare la moda in poesia visiva.
Oltre 250 immagini, molte inedite, raccontano il suo genio creativo: dagli scatti iconici per le più importanti riviste ai ritratti di celebrità, dalle magiche Polaroid alle sperimentazioni digitali. Una mostra che non segue l’ordine cronologico, ma il filo emotivo di un artista capace di vedere la bellezza dove altri si fermano all’apparenza.
Un percorso fuori dal tempo
Il titolo Rewind non è casuale. La mostra non procede per decenni, ma per suggestioni. Gastel amava ripetere che una fotografia non deve mostrare tutto, ma suggerire. Per la prima volta sono esposti anche oggetti personali, strumenti di lavoro e gli scritti dell’artista: un’occasione unica per comprendere non solo il fotografo, ma l’uomo.
L’omaggio di Milano a un suo ambasciatore
Harper’s Bazaar USA definì Gastel “l’ambasciatore di Milano per eccellenza”. Nipote di Luchino Visconti, è cresciuto artisticamente nell’ambiente milanese che ha poi celebrato con le sue immagini. Rivedere oggi i suoi scatti significa rileggere mezzo secolo di costume, estetica e comunicazione italiana.
Le Madonne: l’ultimo progetto incompiuto
Tra le sale della mostra, una piccola “mostra nella mostra” colpisce per intensità e pathos. Si tratta di Madonne (2020), l’ultimo progetto a cui Gastel stava lavorando prima della scomparsa, insieme allo stylist Simone Guidarelli. Un’opera che non ha fatto in tempo a portare a termine, ma che oggi brilla di una luce particolare, quasi testamentaria.
L’idea è potente e visionaria: modelle di diverse etnie vestono sontuosi abiti iper-decorati, ispirati all’arte barocca, ai paramenti pontifici e alle tradizionali Madonne andine. Ne esce una figura sacra riletta in chiave contemporanea, estetizzante e senza confini geografici o culturali. Per Gastel, che sognava di fare il poeta, queste “Madonne barocche” rappresentano l’estrema, audace sintesi tra sacro, moda e identità.
Informazioni utili
• Dove: Palazzo Citterio, Via Brera 12, Milano
• Quando: fino al 26 luglio 2026
• Orari: martedì – domenica, 8:30 – 19:15 (lunedì chiuso)
